Biodiversità viticola: i vitigni del passato a Vo’ Euganeo
Si è svolta presso il Consorzio Vini Euganei il confronto “La biodiversità viticola del Colli Euganei” sui vitigni dal passato che oggi sembrano tornare come risposta per il futuro incerto, legato alle modifiche del quadro climatico.
Sono previsti interventi di Aldo Lorenzoni, Luigino Bertolazzi e dei vignaioli “custodi” delle vecchie varietà degli Euganei.
L’approfondimento è sviluppato in collaborazione con l’associazione Graspo – acronimo che sta per Gruppo di Ricerca Ampelografica Sostenibile per la Preservazione della biOdiversità viticola. L’associazione, creata da Lorenzoni (per 23 anni direttore dei consorzi del Soave, del Lessini Durello, dell’Arcole e del Merlara), Bertolazzi (già presidente Assoenologi del Veneto occidentale) con l’enologo e consulente Giuseppe Carcereri, si occupa di studiare quelli che i fondatori chiamano con ironia “bastardi in culla”: vitigni autoctoni del territorio, nazionale e internazionale, che sono stati abbandonati, dimenticati, sottostimati, mai catalogati e in certi casi addirittura mai scoperti prima.
Vitigni che possono avere del potenziale, dunque il Consorzio Vini con Graspo si chiede se possano essere recuperati, se possano diventare buoni vini sia in purezza che da taglio. Soprattutto perché la biodiversità della vite è un patrimonio di inestimabile valore che rischia di andare perduto per sempre, se nessuno si prende la briga di recuperarlo.
