I sapori della Calabria in Europa
Quando Antonino Quaranta ha ricevuto la prima chiamata da Temu, era scettico. “Ma Temu vende anche prodotti alimentari?” si era chiesto. Eppure qualcosa lo ha spinto ad approfondire.
Poche settimane dopo, SD Calabria — la piccola azienda di specialità calabresi che gestisce insieme a sua moglie nel cuore della provincia di Vibo Valentia — stava già spedendo nduja (salame fermentato piccante), soppressata (salame stagionato) e formaggi artigianali in Germania, Spagna, Francia e Polonia.
La loro è la storia di un’impresa a conduzione familiare che ha saputo trasformare una tradizione profondamente locale in un’opportunità europea, con Temu come motore di crescita.
Da San Calogero al mondo: le radici di un’eccellenza
San Calogero, il paese natale di Antonino, è da generazioni il punto di riferimento della zona per la lavorazione artigianale del maiale. “Un tempo venivano persone da tutta la provincia a stagionare la carne qui,” racconta Antonino, 47 anni, fondatore e titolare di SD Calabria. “Il paese ha una reputazione come una delle aree più importanti d’Italia per la charcuterie e la conservazione tradizionale della carne, e da lì è scattata la scintilla: perché non promuovere questi prodotti in tutta Italia e oltre?”
Prima di fondare SD Calabria, Antonino aveva trascorso quattordici anni come promotore finanziario in banca. Un giorno ha deciso che era arrivato il momento di voltare pagina. “Stavo fatturando per la banca, non per me. Stavo costruendo qualcosa che rimaneva alla banca, non alla mia famiglia. Volevo costruire qualcosa di mio.”
È così che è nata SD Calabria — inizialmente come negozio online con circa 6.000 prodotti diversi tra alimentari e articoli per la casa, prima di evolversi in un’azienda specializzata nell’eccellenza artigianale calabrese.
La svolta è arrivata quando i clienti hanno iniziato a chiedere espressamente prodotti locali: la nduja, la soppressata, i formaggi stagionati che fanno parte della vita quotidiana nella regione. Antonino ha ascoltato, ha condotto un sondaggio e ha preso la decisione di puntare interamente su ciò che la sua regione sa fare meglio.
Il metodo è semplice ma rigoroso: seleziona personalmente i produttori locali, visita i loro laboratori, assaggia ogni prodotto e mantiene solo quelli che soddisfano i suoi standard di qualità.
L’artigianalità che si vede e si sente
Cosa distingue un salume artigianale da uno industriale? Antonino ha una risposta precisa. “Quando guardi un prodotto artigianale, non è brillante né perfettamente uniforme come qualcosa uscito da una spazzolatrice industriale. La forma varia, il peso non è sempre lo stesso. E quando lo tagli, senti profumi che in un prodotto industriale semplicemente non esistono.”
Tra i prodotti di punta figurano la soppressata, la salsiccia e la nduja di Spilinga — specialità di nicchia della provincia di Vibo Valentia — insieme ai formaggi di Monteporo, una zona collinare rinomata per la qualità del suo latte.
Per ogni prodotto, Antonino conosce personalmente il produttore, visita il salumificio e osserva le fasi di lavorazione. Ha imparato, ad esempio, i segreti della stagionatura: le celle di asciugatura, i cali graduali di temperatura dalle prime 26 ore fino alla fase di maturazione a 14 gradi. “Fare un salume artigianale non è semplice,” sottolinea. “Se non si rispettano certi passaggi, si può perdere l’intera produzione.”
Il salto con Temu: da 12.000 clienti a tutta Europa
Prima di approdare su Temu, SD Calabria aveva già costruito una solida base clienti di oltre 12.000 contatti. Ma i mercati erano limitati — Italia, Francia, Belgio e Germania — e i clienti erano per lo più italiani residenti all’estero.
A metà 2024, Temu ha lanciato il suo programma local seller, reclutando venditori italiani per raggiungere i consumatori nazionali ed europei direttamente attraverso la propria infrastruttura marketplace. Il programma, attivo in 37 mercati, punta a far sì che l’80% delle vendite europee provenga da venditori locali — aprendo nuove opportunità per realtà come SD Calabria, abbattendo le barriere strutturali che da sempre frenano le piccole e medie imprese nell’e-commerce.
“Entrare su Temu ha cambiato tutto,” dice Antonino. “Adesso vedo nomi di clienti spagnoli, cognomi tedeschi, acquirenti dai Paesi Bassi, dalla Polonia, dall’Austria, dall’Irlanda, dalla Danimarca e dalla Repubblica Ceca. Prima vedevo solo nomi italiani. Adesso è tutto completamente diverso.”
Il cambiamento non è solo geografico. Temu ha permesso a SD Calabria di raggiungere consumatori europei senza radici italiane: un pubblico nuovo, attratto dall’autenticità del prodotto.
Pronti a vendere: infrastruttura, supporto e nessuna barriera d’accesso
Tra i vantaggi che Antonino apprezza di più c’è l’infrastruttura operativa della piattaforma. “Ricevo un ordine e in sette secondi si stampa la lettera di vettura. Sul nostro sito non eravamo ancora attrezzati per gestire tutto contemporaneamente.”
Oltre alla logistica, Temu non prevede alcuna commissione di iscrizione — un dettaglio importante per una piccola impresa che valuta i rischi di un nuovo canale. Antonino sottolinea anche la rapidità e la semplicità del processo di onboarding, e il supporto continuo di un account manager dedicato che lo ha guidato nelle fasi iniziali.
“Non spendiamo un centesimo in pubblicità. Temu è una vetrina eccellente, con una base clienti già molto attiva.”
Questo dato risuona con il più ampio panorama dell’e-commerce in Italia. Secondo uno studio dell’Istituto Piepoli, lo shopping online nel paese è cresciuto del 10% negli ultimi dodici mesi, con il 57% degli italiani che effettua almeno metà dei propri acquisti online e l’86% che preferisce le piattaforme digitali.
Per una piccola azienda come SD Calabria, intercettare questa domanda senza sostenere costi di marketing rappresenta un vantaggio competitivo concreto.
La Calabria nel piatto: cosa riserva il futuro
Guardando avanti, Antonino è determinato ad ampliare la sua presenza su Temu dagli attuali 27 prodotti attivi all’intero catalogo di 300 specialità calabresi. Tra le novità in arrivo figurano il tonno calabrese, i filetti di acciuga e le bevande frizzanti calabresi.
La logica è chiara: più prodotti sullo scaffale significa acquisti più diversificati, meno dipendenza da un singolo best seller e un’azienda più attrezzata per gestire volumi crescenti. “Temu dà una spinta esplosiva alla crescita,” dice Antonino. “Se ho una base stabile di ordini mensili, posso strutturarmi per evaderne 5.000, 6.000, 10.000. Il potenziale c’è.”
“La Calabria ha tradizioni gastronomiche straordinarie che la maggior parte dell’Europa non ha mai avuto la possibilità di scoprire,” conclude Antonino. “Con Temu, possiamo finalmente cambiare le cose — un ordine alla volta.”
